A cosa serve l’Inspirational Travel School?

da | 30/06/21 | Comunicazione Turistica, Travel Design

Stefania Emmanuele è sociologa, agente di sviluppo locale, project manager di Borgo Slow e Host presso Il Comignolo di Sofia a Civita (CS). Insieme a lei, abbiamo parlato della seconda edizione dell’Inspirational Travel School che si è svolta a novembre 2019 a Civita, su commissione dell’associazione culturale Gennaro Placco, che Stefania presiede, e che ha dato vita al progetto di rigenerazione territoriale Mea Memoria.

Puoi recuperare l’intero video in differita, oppure leggerne sotto i passaggi principali. 👇

Stefania, ci racconti com’è nato BorgoSlow?

Borgo slow è nato nel 2017 da una grande passione per i piccoli paesi e dall’incontro con un medico che ha deciso di investire su Fiumefreddo Bruzio, un borgo semi abbandonato, e realizzare un albergo diffuso basando la proposta sull’offerta gastronomica sana, a km 0, sul benessere e sul rispetto del territorio.

Mi è stato affidato lo sviluppo e ho creato un sito che è sia blog che mappatura di buone pratiche: vengono segnalati e promossi tutti i progetti e le iniziative che hanno come obiettivo quello di migliorare la vita degli abitanti delle comunità con eventi culturali, innovazione sociale, accoglienza e ospitalità.

Strada facendo, in modo spontaneo, ho incontrato altre persone coraggiose e visionarie che vivono o sono tornate a vivere in questi paesi creando impresa e soprattutto condizioni e modelli di vivibilità che possono davvero aprire nuovi scenari.

È dalle relazione tra chi va e chi viene, tra i residenti a lungo o breve termine, che nascono nuove idee. In questi luoghi il viaggio può essere non solo turistico ma anche di scoperta. Su queste basi comuni il nostro incontro ha per esempio permesso di portare l’Inspirational Travel School a Civita, nel 2019.

Cosa fa l’associazione culturale Gennaro Placco?

L’associazione esiste e lavora da 50 anni, ma abbiamo intrapreso un’azione specifica a partire da una criticità importante: nel 2018 nel canyon del Raganello una tragedia ha causato la morte di 10 escursionisti. Ci siamo resi conto che la percezione di questo luogo, molto importante per Civita, si era confusa.

Un luogo naturale e selvaggio era stato fruito in modo troppo superficiale: siamo partiti proprio da qui per lavorare durante l’Inspirational Travel School e tracciare nuovi percorsi e nuovi scenari per riprendere in mano la storia di questo sito che va vissuto con un approccio completamente diverso. L’economia ci deve essere ma va accompagnata da una giusta percezione del territorio, basandosi anche sull’uso che le comunità locali ne hanno sempre fatto.

In questo senso l’Inspirational Travel School ci ha dato l’opportunità di riflettere sui valori del nostro territorio. Siamo partiti da questa criticità per trovare delle alternative e per rianimare un territorio e le attività delle persone che hanno deciso di investire e vivere qui.

Questi cicli formativi devono necessariamente lasciare qualcosa sul territorio, quindi il risultato qual è stato? Non solo momenti di relazione e incontro che fanno bene all’anima, ma per noi è stata l’occasione di rigenerare le energie e il collettivo dell’associazione. Le persone che hanno partecipato infatti ora sono attive e organizzano, propongono progetti, li sviluppano, animati da una base comune e una visione concordata.

Qual è l’idea dietro al progetto Mea Memoria?

Mea meoria sta per “mia memoria”: è un richiamo alla memoria ma anche alla responsabilità collettiva di coltivare le ricchezze di un territorio. Assieme all’antropologa Anna Rizzo abbiamo organizzato degli incontri con la comunità locale: donne, uomini, pastori, vecchi contadini, raccogliendo le loro storie e le loro istanze. Abbiamo creato una mappatura della memoria territoriale per dare di nuovo senso ai luoghi.

A breve uscirà questo lavoro, sia fotografico che testuale, dove protagonista è la comunità locale, il punto di partenza da cui vogliamo iniziare a lavorare. Se si dimentica il senso dei luoghi ci si sente smarriti e si crea smarrimento anche nella percezione esterna di quel territorio. Invece ridando valore ai luoghi le persone si sentiranno parte del luogo e ne diventano i custodi.

E tutto questo è uscito grazie all’Inspirational Travel School, un’esperienza formativa che si allontana dalla classica docenza in cattedra, che si basa sulla relazione e sullo scambio di competenze. Credo che sia questo il modo per far uscire nuovi prodotti culturali.

Dobbiamo passare da una visione ego-centrica a una eco-centrica, cioè di ecosistema. Bisogna mettersi in relazione e avere voglia di imparare.

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Una settimana di formazione sul campo, dedicata a chi si occupa di territorio e turismo: cerchiamo insieme nuove soluzioni e idee innovative per valorizzare le destinazioni minori, coinvolgendo le persone che le abitano e invitando nuovi viaggiatori a vivere esperienze con una nuova prospettiva.

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