Come trovare la tua mucca viola: 3 consigli

da | 04/03/21 | Comunicazione Turistica

Qualche anno fa lessi un libro che fu per me illuminante: La mucca viola – Farsi notare (e fare fortuna) in un mondo tutto marrone scritto da Seth Godin. Il tema è già abbastanza evidente dal titolo del libro, pubblicato per la prima volta nel 2002: siamo subissati di informazioni e di offerte su qualsiasi genere di prodotto e servizio. Perché dovrei scegliere proprio te e non qualcun altro? Secondo l’autore (scrittore e imprenditore statunitense) chi ti sceglie riconosce la tua “mucca viola”, il tuo valore aggiunto.

Ok, bello, bellissimo dirai tu. Ma come faccio a trovarla? E se non ne avessi una? Negli anni mi sono fatta la mia personalissima idea di come fare. Ti racconto la mia esperienza, condensata in 3 suggerimenti. Spero che la mia interpretazione della mucca viola, insieme ai tre esempi che ho selezionato per te, possano esserti utili nella ricerca.

L’importanza del nome: un corretto posizionamento

Quando nel 2014 abbiamo ideato il concetto di turismo ispirazionale, lo abbiamo fatto per rispondere all’esigenza di dare un nome a una diversa proposta di viaggio che sposta il focus dalla meta alla persona e all’ispirazione che stava cercando. Ci siamo resi conto di aver bisogno di un nome che ci rendesse immediatamente riconoscibili e unici: volevamo che di noi si dicesse “sono quelli del turismo ispirazionale”.

Siamo noi, senza possibilità di errore, può confermartelo anche Google. Certo, ha richiesto uno sforzo maggiore diffondere un nome che non esisteva (ancora adesso se digiti “ispirazionale” word ti dà errore) ma la comunicazione è un lavoro faticoso a prescindere, tanto vale farlo per diffondere una mucca viola. Con questo non intendo dire che tutti debbano inventarsi un nome che non c’è nel dizionario ma, dove possibile, puntare all’originalità è sicuramente un’arma vincente.

Hanno fatto la stessa scommessa i ragazzi di Southworking, community nata nel 2020 in piena pandemia con l’obiettivo di ridurre il divario economico, sociale e territoriale nel nostro paese grazie allo smartworking che consente a tantissimi professionisti che avevano dovuto lasciare i loro luoghi di origine (soprattutto del Sud Italia) di tornare a casa. In tempi in cui smartworking da parola per pochi è diventata di dominio pubblico, riuscire a trovare un nome che lo evoca ma allo stesso tempo si differenzia facendo capire immediatamente di cosa si sta parlando (smartworking dal sud) ha sicuramente contribuito al loro successo, anche mediatico.

Un punto di forza che può essere anche una debolezza

In merito a questo punto ti voglio raccontare un aneddoto personale invece che professionale. Nel 2018 sono stata operata di tumore alla lingua e, da allora, il mio tono di voce è ovviamente cambiato. All’inizio non è stato facile accettarlo, mi vergognavo a parlare di fronte a persone che non conoscevo né, tantomeno, volevo fare lezione di fronte a degli sconosciuti. Peccato che fare lezione sia una parte importante del mio lavoro!

Un giorno ho dovuto rompere il ghiaccio. Sono stata a chiamata a fare formazione a Siena di fronte ad una classe di persone che non sapevano nulla di me e di fronte alle quali ho esordito dicendo: “Scusate se parlo come Maurizio Costanzo, ma sono stata operata da poco alla lingua. Se non mi capite alzate la mano!” La lezione è partita con una risata, io mi sono sciolta e questo mio punto di debolezza è diventato un punto di forza, che mi ha permesso di entrare immediatamente in empatia con la classe.

Hanno fatto la stessa cosa quelli dell’hotel più brutto del mondo: Hans Brinker Hostel ad Amsterdam. Nel loro sito ufficiale, nella descrizione che dovrebbe allettare gli ospiti con tutti i benefit dell’albergo dichiarano espressamente: “Siamo famosi per quello che non offriamo, più che per quello che offriamo. Non abbiamo camerieri, piscina, sauna, nessun minibar, nessun servizio in camera, niente televisori, niente aria condizionata. Niente comfort”
E quindi ci si chiede perché un turista ad Amsterdam dovrebbe trovare alloggio proprio qui? Ecco spiegata la motivazione: “Offriamo un’atmosfera fantastica, letti economici, un ambiente spartano, colazione gratis e un sacco di divertimento nel centro di Amsterdam“.

 

C’è una tua caratteristica che puoi trasformare allo stesso modo? Pensaci e trasforma anche tu un tuo punto di debolezza in punto di forza!

Diventa specialista

Dal personale torniamo nuovamente al professionale e, nello specifico, al nostro tour operator Destinazione Umana che, da sempre, ha avuto un pubblico prettamente femminile. Sia a seguirci sui social che a comprare i nostri viaggi, erano per oltre il 90% donne. Nonostante ciò, non avevamo mai preso una posizione netta a riguardo, finché a marzo 2019 non è successo qualcosa di incredibile.

Da anni vendevamo il trekking sulla Via degli dei, che va da Bologna a Firenze, ma se inizialmente eravamo uno dei pochi operatori a proporlo, col passare del tempo eravamo diventati una mucca marrone con una guerra al ribasso con competitor più convenienti di noi. Il nostro valore aggiunto non era più evidente: perché avrebbero dovuto sceglierci? Cosa ci differenziava dagli altri?

Così, da uno scambio di battute con un’amica blogger arrivò l’idea: rivolgiamoci solo ad un pubblico femminile e chiamiamolo Via delle dee! Il prodotto non era cambiato, il trekking era rimasto lo stesso, era però cambiato il nostro modo di proporlo, decidendo di dedicarlo a un pubblico femminile, dando al viaggio il giusto nome (come ti dicevo all’inizio), e offrendo quello che le donne cercavano in quel viaggio: lo spunto per una riflessione su di sé. Un pacchetto che stentava a raccogliere prenotazioni si è trasformato da quel momento nel nostro viaggio di punta, di cui hanno parlato giornali e tv, e che ci ha spinto l’anno successivo a dichiararci come tour operator specializzato in viaggi ispirazionali al femminile.

Un altro esempio da cui puoi trarre ispirazione è quello della catena francese L’entrecote, specializzati in un solo piatto: bistecca e patatine. Patatine no stop. In cucina fanno solo quello, poche complicazioni per le ordinazioni e di certo ti ricordi che se hai voglia di carne, con loro puoi andare sul sicuro.

 

E tu, in cosa potresti specializzarti? Qual è quel prodotto o servizio che senti proprio tuo, che ti fa brillare gli occhi quando te ne occupi? Pensaci e segui quella strada. Spero che questo articolo ti sia stato utile e ora: buona ricerca della tua mucca viola!

 

Foto di copertina by Gia Oris on Unsplash

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