La scintilla dentro la pandemia: cosa cerca chi fa un viaggio ispirazionale?

da | 03/02/21 | Travel Counseling

Siamo tutti ansiosi di ripartire: i viaggiatori vogliono uscire, esplorare, riappropriarsi delle proprie passioni. Gli operatori del settore turistico attendono di poter tornare a fare il proprio lavoro in un settore che ha perso i riferimenti. Ma cosa è cambiato nell’animo dei viaggiatori e come possiamo accogliere i loro nuovo bisogno di ispirazione? Se in questi mesi abbiamo coltivato l’empatia, usiamola per fare un esperimento.

Mettiamoci nei panni dei viaggiatori

Tornare a viaggiare dopo la pandemia è un atto carico di significati. Che cosa cerca chi parte per un viaggio ispirazionale? Wikipedia scrive:

“Con il termine ispirazione si intende una particolare alterazione della mente, del sentimento che spinge un individuo a dar vita ad un’opera.”

L’opera in questione potrebbe semplicemente essere la vita, ci avete mai pensato? La vita è una tela bianca che può diventare un’opera d’arte, ma spesso abbiamo bisogno di un’ispirazione, di una lampadina che si accende, di una scintilla che ci fa dire: “Che meraviglia!”

Questo sentimento di meraviglia raramente sorge sorge dentro di noi dal nulla. Più spesso arriva dall’esterno – da qualcosa messo in atto da qualcun altro – che noi troviamo, in quel preciso momento meraviglioso e che vorremmo anche nelle nostre vite. Ecco perché è così splendido quando qualcuno decide di condividere con noi il racconto della propria vita e delle proprie scelte: i percorsi degli altri, spesso costellati da momenti di assoluta difficoltà, ci offrono la possibilità di identificarci e di trovare quella scintilla di ispirazione.

Ha finito l’università e ha aperto un orto sociale. Vuole ristrutturare un casale per realizzare un progetto comunitario. Ha scelto di allevare asini e fare eco turismo. Ha deciso di fare la pizza solo col grano prodotto in casa. È tornato a vivere in campagna. Progetta di aprire un asilo nel bosco.

Se cerchiamo bene di storie così ne troviamo tante e sono proprio queste che accendono l’ispirazione e nutrono i sogni: una scelta diversa, a volte impopolare, ma che migliora la qualità della vita.

La pandemia ha aumentato la ricerca di ispirazione

Questo periodo sospeso ha dato la possibilità a molti di vedere con distacco come impiegava il proprio tempo in attività che riteneva inevitabili: il tragitto per andare al lavoro, fare lunghe code, litigare coi colleghi, passare ore al computer, comprare pasti precotti, non trovare parcheggio, stare pochissimo in famiglia.

Il lockdown ha annullato tutto questo e l’ha fatto in modo brutale. Per alcuni è stata una benedizione, “finalmente ho del tempo per me” dicevano. All’inizio questo risvolto mi ha fatto davvero paura. Pensavo: davvero qualcuno è felice di un lockdown così può finalmente vivere? Ma allora che vita faceva prima? L’ho trovato un enorme campanello d’allarme.

Ma se guardiamo alle persone – e per fortuna sono molte – che quel campanello l’hanno sentito molto forte, sapremo di avere davanti individui che non sono più disposti a tornare indietro e che cercano disperatamente una dimensione più adatta a loro.

E come la cercano? La cercano sperimentando, leggendo storie, visitando luoghi, conoscendo persone che, come loro, hanno sentito il richiamo e sono partiti per una nuova direzione.

Il travel designer è un ponte

Qui entra in gioco il ruolo del travel designer, che ha l’occasione di costruire un ponte tra chi è sulla sponda del sogno realizzato e lavora sodo per mantenerlo, e chi è ancora dal lato del desiderio un po’ annebbiato, un po’ disorientato o ancora in attesa della scintilla che lo illuminerà.

Il travel designer può diventare il custode di realtà – vicine o lontane – che solo pochi conoscono ma che diventano fonte d’ispirazione per altri viaggiatori. Può fare da raccontastorie e creare incontri tra persone che si trovano in punti diversi del percorso di realizzazione, ma che sono già unite da un unico ideale: trovare la propria strada.

La transizione è sempre un momento delicato ma il 2021 si rivelerà per molti un anno di rinascita. C’è chi si è trasferito in campagna e non l’ha trovato poi così male, c’è chi ha imparato a lavorare da casa e a impiegare il tempo ritrovato in rapporto di qualità con i figli, c’è chi è persino tornato alla sua terra d’origine, al sud, e dove ha capito poter abitare con ritmi più adatti ai propri desideri.

Se tutto questo è stato possibile è perché già altri, prima della pandemia, avevano fatto scelte simili e le avevano raccontate. Altre persone avevano già rinunciato a una vita magari più ricca di distrazioni ma più povera di contenuti, e hanno mostrato con la propria esperienza che il cambiare si può.

Ecco cos’è un viaggio ispirazionale: è la possibilità di toccare con mano il cambiamento, vedere realizzato qualcosa che sembrava un sogno impossibile. È ascoltare storie, vedere la fatica e i sorrisi di chi ha voluto cambiare vita per essere felice e porta avanti questa scelta ogni giorno con la passione del sole che sorge.

Viaggiare per incontrare l’altro significa mettersi in ascolto di chi ha una storia da raccontare e accogliere nel profondo la possibilità che la strada per essere felici esiste: se loro l’hanno trovata, anch’io io troverò la mia. Non è più una lotta contro i mulini a vento, ma è l’alba di una nuova era di sognatori consapevoli.

 

 

Immagine di copertina: by Warren Wong on Unsplash

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